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La convenzione ONU

Convenzione sui diritti delle persone con disabilità

La Convenzione, approvata in sede ONU, è stata ratifica dall’Italia con L. 18/2009 ed è entrata così a far parte operativa del diritto interno.

La finalità principale della Convenzione potrebbe essere riassunta nel mettere le persone con disabilità in condizioni di pari opportunità con le altre persone. A parte l’affermazione di una serie di diritti che, almeno in linea di principio, in un paese come l’Italia non sembrano essere messi in discussione, il garantire pari opportunità reali richiede una serie di adattamenti ambientali che non sempre sono evidenti a chi non ha occhi per vedere le barriere concretamente incontrate dalle persone con disabilità

La Convenzione affronta il tema attraverso l’elencazione di una serie di aree, di cui le più rilevanti, sembrano essere:

  • l’accessibilità, cui si collega l’importante problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • la vita indipendente, intesa come possibilità di potersi autodeterminare nel senso di poter disporre liberamente del proprio tempo libero e di avere una sistemazione alloggiativa autonoma, non ponendosi pertanto a carico della propria famiglia;
  • la mobilità personale, connessa ai problemi relativi agli ausili per la mobilità e all’adattamento dei mezzi di trasporto;
  • l’accesso all’informazione, che si collega alla necessità di rendere accessibili i notiziari e i siti internet alle persone con disabilità, sia attraverso l’applicazione della legge Stanca, sia attraverso l’utilizzo di codici comprensibili ad alcune tipologie di persone con disabilità (come il codice braille per i ciechi e la lingua italiana dei segni per i sordi);
  • l’educazione, intesa come misure atte a garantire la piena integrazione scolastica delle persone con disabilità;
  • la salute, intesa soprattutto come prevenzione della disabilità;
  • il lavoro e l’occupazione, nel senso di prevenire le forme di discriminazione fondate sulla disabilità e favorire l’esercizio del diritto al lavoro, oltre alla promozione di accomodamenti ragionevoli sui luoghi di lavoro;
  • protezione sociale, nel senso di contrastare la povertà delle persone con disabilità anche attraverso la copertura delle spese connesse alla disabilità stessa;
  • statistiche e raccolta dei dati, nel senso di avere a disposizione dati sui quali effettuare la programmazione.